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FV impianti • Via Molines, 9 - 65125 Pescara - Italia • tel. 085-75886 fax 085-4714723
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Come funziona il meccanismo di incentivazione?
Il Gse riconosce un contributo alla corrente prodotta dall’impianto fotovoltaico connesso in rete. Ovvero, a fronte della produzione di corrente elettrica, si riceve del denaro (anche più volte all’anno) per la corrente elettrica prodotta in funzione della dimensione e del grado di integrazione architettonica dell’impianto: da 0,360 €/kWh a 0,490 €/kWh

Si è obbligati a cedere la corrente elettrica alla rete?
No. Si è obbligati ad essere connessi alla rete. La corrente elettrica può essere consumata (autoconsumo o scambio) anche integralmente da chi la produce. L’eventuale cessione può riguardare la corrente in esubero non consumata. La corrente rappresenta un secondo vantaggio per il titolare dell’impianto fotovoltaico, ovvero il valore della propria energia, da 0,098 €/kWh a 0,200 €/kWh in funzione dell’autoconsumo o della vendita alla rete, si somma all’incentivo in conto energia: il vantaggio economico totale è variabile da 0,458 €/kWh a 0,690 €/kWh

Gli incentivi dipendono dall’Enel?
No. Gli incentivi vengono erogati dal Gse (Gestore dei Servizi Elettrici, società Statale) che “attinge” in gran parte da fondi continuamente “rinfrescati” dal pagamento di tutte le bollette elettriche - componente tariffaria A3 - “costruzione impianti fonti rinnovabili”: in altri termini, il denaro che costituisce il contributo è prevalente-mente “privato” poiché viene pagato da tutti gli utenti italiani che acquistano la corrente elettrica.

Lo stato Italiano può “cancellare” gli incentivi?

No. L’incentivazione fotovoltaica è legata ad un ampio quadro normativo europeo che obbliga l’Italia, pena severe sanzioni in uscita dall’area Euro, a “stimolare” ed avvantaggiare il maggiore impiego della fonte energetica solare.

Quanti anni durano i pannelli solari fotovoltaici?
Anche 40 anni - sempre che non avvengano eventi atmosferici severi (ad esempio grandine “a palle da tennis”) - in questo periodo le prestazioni dei pannelli degradano progressivamente: nei primi 20 anni il rendimento scende, al massimo, di un punto percentuale all’anno.

Chi può installare un impianto fotovoltaico da “conto energia”?

Potenzialmente, chiunque. In realtà, l’iter burocratico, con la necessità di progetto e collaudo finale, l’obbligo di certificazione dell’installazione e l’opportunità della lunghissima durata dell’impianto nel tempo, suggeriscono la “strada” della fornitura “chiavi in mano” e spingono a scegliere dei soggetti di provata esperienza nel settore fotovoltaico, magari fv-impianti.

Gli incentivi del Gse percepiti dai privati (persone fisiche non soggetti IVA) sono tassati?
L’Agenzia delle Entrate nella Circolare N. 46/E del 19/07/2007 - chiarisce la disciplina fiscale degli incentivi per gli impianti fotovoltaici. In sintesi per le persone fisiche che utilizzano un impianto fotovoltaico a soli fini privati e per i condomini che producono energia elettrica destinata esclusivamente a soddisfare i consumi condominiali: 1. gli incentivi del Gse sono fuori dal campo di applicazione IVA e sono irrilevanti fiscalmente (ovvero detassati, esentasse); 2. i proventi derivanti dalla vendita dell’energia in eccedenza rispetto ai consumi privati sono fuori dal campo IVA, ma sono soggetti ad imposte dirette come redditi diversi, in particolare, come redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera i) del TUIR.

I redditi aziendali derivanti dal conto energia sono tassati?
Per le aziende l’impianto fotovoltaico è un bene strumentale (Agenzia Entrate Circ. 46/E - 19/07/2007) per il quale nell’ambito dei ricavi vanno inclusi sia la tariffa incentivante, sia i proventi derivanti dalla vendita dell’energia. In particolare la tariffa incentivante è fuori campo IVA, concorre interamente alla determinazione del reddito d’impresa, rileva ai fini IRAP ed è assoggettata alla ritenuta del 4% di cui all’articolo 28 del DPR n. 600 del 1973.

Come si “taglia” la bolletta?
Ad impianto fotovoltaico connesso in rete la corrente elettrica autoconsumata (ovvero prodotta ed istantaneamente consumata) è gratis poiché non viene prelevata dalla rete: l’autoconsumo costituisce il “taglio” della bolletta ante-impianto. Tanto maggiore sarà la propria corrente che si riuscirà ad autoconsumare (nelle giornate di sole utilizzo degli elettrodomestici in orari diurni) tanto minore risulterà la bolletta.

I pannelli sono antigrandine?
Sì, ma rispetto a fenomeni “normali”, ovvero grandine con diametro fino a 1,5/2 cm. È dunque indispensabile assicurare l’impianto contro i rischi degli eventi atmosferici.

I pannelli generano campi elettromagnetici?

No. I pannelli lavorano a bassa tensione e non producono onde elettromagnetiche.

L’impianto fotovoltaico attira i fulmini?
No. In esso non sono presenti punte svettanti quali pali isolati o antenne.

Che superficie occupano i pannelli?

L’area è variabile e dipende dalla tecnologia del pannello e dal tipo di installazione. I pannelli al silicio monocristallino generano la maggiore potenza rispetto alla superficie, i modelli policristallini sono leggermente meno performanti mentre quelli al silicio amorfo risultano le unità più “deboli” in termini di rapporto superficie/potenza. L’installazione complanare fissa, tipicamente su tetti inclinati, risulta la più compatta, viceversa la tipologia a stringhe separate fisse richiede una superficie maggiore. In pratica, con i pannelli oggi disponibili, l’area necessaria per installare 1 kWp di pannelli fotovoltaici varia da 7 mq a 18 mq.

Come va dimensionato un impianto fotovoltaico asservito ad una utenza?

Per cominciare bisogna sapere quanta corrente elettrica consuma annualmente l’utenza in oggetto. La potenza necessaria in caso di installazione fissa lungo la costa dell’adriatico centrale è data dal rapporto consumo/1400, poiché in questa area 1 kWp di impianto fv ben installato produce annualmente circa 1400 kWh. Con il fotovoltaico non ha senso considerare la potenza di picco o istantanea o impegnata, poiché l’energia solare disponibile in un dato istante potrebbe non essere sufficiente a produrre la quantità di corrente elettrica richiesta dall’utenza in quello stesso momento.

È possibile coprire il 100% dei consumi annui con un impianto fotovoltaico?
Quasi sempre nella quantità, mai nella istantaneità. Gli aspetti più rilevanti ai fini del soddisfacimento dell’intero fabbisogno energetico sono dati dalla superficie disponibile ai fini dell’installazione e dal costo dell’impianto: solo in alcuni casi queste variabili potrebbero essere troppo “pesanti” per l’utente.

Quanto pesa e che dimensioni ha un pannello?
I pesi e le dimensioni sono estremamente variabili: ogni produttore ha i propri formati spesso diversi per ciascun modello. Oggi si assiste ad un avvicinamento al formato cm80x160x4,5h con peso intorno a 15 kg

Di che garanzia “gode” un impianto fv?
Le parti principali hanno delle garanzie diverse: normalmente i pannelli sono garantiti per 20 anni con rendimento 80% e gli inverter, in funzione del produttore, sono garantiti dai 2 ai 5 anni.

Che manutenzione prevede un impianto fv fisso?
Essenzialmente alcuni controlli. Un paio di volte all’anno bisogna verificare i serraggi dei pannelli e delle strutture di sostegno. Con regolarità è opportuno controllare la pulizia dei moduli: in caso di accumuli di polvere, soprattutto nelle zone meno piovose e nei mesi più secchi, è consigliabile effettuare un lavaggio. La migliore operazione di controllo consiste nel leggere continuamente i dati di produzione, magari abbinandoli ai relativi dati meteo: un confronto statistico permette nella gran parte dei casi di “scovare” facilmente eventuali anomalie.

Com’è finanziabile un impianto?
Per taglie fino a 20/50kWp le banche concedono finanziamenti che nel medio breve periodo possono essere chirografari (senza garanzie ipotecarie) per importo pari al 100% del costo dell’opera sia a tasso fisso che variabile.

Perché “investire” in un impianto fv?
Perché produce denaro sicuro, grazie all’incentivazione dell’energia prodotta che conta su parametri certi ed immutabili non condizionati dagli andamenti altalenanti del mercato. Perché l’energia prodotta è gratis per chi la produce oppure vendibile e dunque fonte di ulteriore reddito. Inoltre, investire nel campo delle fonti energetiche rinnovabili rappresenta un’opportuna diversificazione economica: la tipologia fv, infatti, è una delle migliori risposte alla globale ed irrinunciabile necessità di rispetto dell’ambiente ed alla crescente domanda mondiale di energia.

Il fotovoltaico è “pulito”?
In generale l’uso di risorse energetiche rinnovabili è molto “pulito”. In particolare gli impianti fotovoltaici sono estremamente “puliti” perché convertono l’energia luminosa del sole in energia elettrica senza emissioni di gas di “scarico” (anidride carbonica o ltro) in atmosfera. Praticamente produrre un kWh di energia elettrica da fotovoltaico evita una quantità di anidride carbonica pari a 0,53 kg: in altri termini, un impianto da 3kWp installato lungo la costa dell’adriatico centrale, che produce annualmente 4.200 kWh, risparmia all’ambiente la “violenza inquinante” della combustione di 0,36 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio). Produrre da fonte tradizionale (esauribile) la stessa quantità di energia elettrica libera mediamente nell’ambiente 2.225 kg di anidride carbonica.

Chi è più pronto “a partire” con il fotovoltaico?

Coloro i quali hanno le superfici (tetti, terrazze, balconi, facciate o nuda terra) che guardano il sole, naturalmente “vocate” ad accogliere i pannelli. Quelli che dispongono di pieno potere decisionale in merito alle aree da utilizzare a scopi fotovoltaici. I soggetti che traggono diretto vantaggio energetico ed economico dall’impianto. Le persone e le aziende che hanno particolari “doti” finanziarie e/o che vogliono diversificare i propri investimenti. In particolare tutti quelli che acquistano la corrente elettrica (pagano la bolletta): costoro, spesso non sanno che con un impegno economico simile alla bolletta, ovvero a costo zero, possono diventare produttori di energia elettrica e tagliare la bolletta.

I vantaggi economici:
1. incentivi a fondo perduto del GSE per 20 anni (tariffa fissa, invariante nel tempo);
2. corrente elettrica gratis e/o vendibile: prezzi energetici crescenti per l’Italia, nazione ad enorme dipendenza estera;
3. al termine dei benefici del conto energia (dopo 20 anni) cessano gli incentivi ma l’impianto che è proprio e resta tale continua a produrre corrente elettrica gratis e/o vendibile.

Le opportunità di auto-finanziamento, ovvero di costo zero
1. impianto a costo zero: in media nei primi 10 anni si restituisce il finanziamento e poi altri 10 anni di incassi con la bolletta azzerata
2. impianto e corrente elettrica a costo zero: mediamente in 15 anni si rimborsa il prestito e poi 5 anni di incassi e bolletta a zero.
Come funziona il conto energia?
Il soggetto interessato realizza a propria cura e carico (anche attraverso finanziamento) l’impianto fotovoltaico e lo connette alla rete, in cambio ottiene vari vantaggi economici ed ambientali.
1. Incentivi a fondo perduto dal GSE (Stato Italiano) per 20 anni a tariffa fissa, non attualizzata nel tempo. Ovvero a fronte della produzione di corrente elettrica, il titolare dell’impianto riceve del denaro (anche più volte all’anno) per la corrente elettrica prodotta in funzione della dimensione e del grado di integrazione architettonica dell’impianto: da 0,360 €/kWh a 0,490 €/kWh.
2. Corrente elettrica prodotta dall’impianto gratis e/o vendibile, ecco il secondo vantaggio per il titolare dell’impianto fotovoltaico: il valore della propria energia, da 0,098 €/kWh a 0,200 €/kWh in funzione dell’autoconsumo o della vendita alla rete, si somma all’incentivo in conto energia: il rendimento economi-co totale è variabile da 0,458 €/kWh a 0,690 €/kWh.
3. Al termine dei benefici del conto energia (dopo 20 anni) cessano gli incentivi ma l’impianto, che era e resta di proprietà del titolare, continua a produrre corrente elettrica gratis e/o vendibile.

È strategico investire nelle energie rinnovabili?

La tipologia fotovoltaica è una delle migliori risposte alla globale ed irrinunciabile necessità di rispetto dell’ambiente ed alla crescente domanda mondiale di energia, e rappresenta un’opportuna e redditizia diversificazione economica.

Impianto a costo zero?
Sì. La banca (FV-impianti ha in essere vari accordi) finanzia il 100% dell’operazione. Il titolare dell’impianto, in media, restituisce il finanziamento in 10 anni, con una rata mensile di importo analogo a quello della bolletta elettrica ante-impianto, quindi con una “pressione” economica contenuta. Nei restanti 10 anni di conto energia anni l’impianto, il cui prestito è stato interamente rimborsato, produce incassi ed il taglio o l’azzeramento della bolletta.

Impianto e corrente elettrica a costo zero?
Sì. Ottenere anche la corrente a costo zero è possibile con l’allungamento della restituzione del credito: mediamente in 15 anni si rimborsa il prestito e poi si hanno 5 anni di incassi e bolletta a zero.

Che si intende per impianti formula “chiavi in mano”?
La fornitura comprende tutti gli elementi, sia i materiali che i servizi: studio preliminare con dimensionamento, eventuale finanziamento, adempimenti burocratici iniziali, progettazione esecutiva, realizzazione e collaudo, gestione burocratica finale, avvio produzione. In molti casi risultano applicabili i “pacchetti” standard. A volte, però, nascono delle esigenze particolari, dettate dall’integrazione architettonica e dall’unicità del sito dell’istallazione, che implicano una approccio “ad hoc” con specifica quantificazione economica.

Che dire a proposito dell’ambiente?
Investire nella difesa del clima costa molto meno che non farlo: al massimo lo 0,5% del prodotto mondiale lordo. Non spenderli porterà un costo fino al 20%. In tal senso il miglior investimento ambientale è nelle energie rinnovabili e la tipologia fotovoltaica è una delle migliori risposte alla globale ed irrinunciabile necessità di rispetto della natura ed alla crescente domanda mondiale di energia.

È complesso smaltire i pannelli fotovoltaici?

I pannelli fotovoltaici vanno smaltiti alla pari dei rifiuti solidi urbani ingombranti: i moduli sono costituiti da vari componenti riciclabili e non tossici, quali silicio, vetro, materiale plastico, alluminio, rame e stagno. Così come gli altri rifiuti ingombranti (divani, sedie tavoli, materassi, lavatrici, aspirapolvere ed elettrodomestici vari) anche i pannelli solari devono essere smaltiti in modo corretto, ovvero non possono venire abbandonati vicino al cassonetto o in strada, ma bisogna utilizzare gli appositi servizi di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti oppure il conferimento degli stessi negli appositi punti di raccolta: tutti i comuni sono obbligati per legge ad offrire delle soluzioni per la gestione dei rifiuti ingombranti.

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